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  NonCredo rappresenta l’unica pubblicazione culturale italiana totalmente dedicata alla informazione e documentazione dei NonCredenti, cioè di quei cittadini che, nel primato della laicità dello Stato, per qualsivoglia motivo NON SI RICONOSCONO IN ALCUNA RELIGIONE, ma soltanto nel rispetto delle leggi, di un’etica condivisa e nella solidarietà, optando in termini culturali per la cultura del dubbio contro ogni dogmatismo, per una consapevole autonomia della coscienza e per la più totale libertà della conoscenza e del pensiero

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l'Atomo di Bruxelles

Concorso di idee per un Monumento al NonCredente

La Fondazione ReligionsFree Bancale Onlus, editrice di NonCredo, intende realizzare un “Monumento al NonCredente” che verrà donato al Comune italiano, ovvero Università o Ente Culturale laico che offriranno allo scopo uno spazio pubblico ove esso verrà eretto con la garanzia di ospitarlo stabilmente.
Il monumento dovrà esprimere l’essenza del NonCredente che è colui che NON si riconosce in alcuna religione condividendo il concetto del filosofo Theodor Adorno per cui “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta”.
In questa fase iniziale si fa appello a tutti i lettori di questa comunicazione, e a chiunque condivida questo progetto politico-culturale, affinché inviino all’indirizzo postale o alla e.mail della Fondazione (info@religionsfree.org):
idee, progetti, schizzi, bozzetti, plastici e qualsiasi suggerimento utile per la realizzazione e per la localizzazione del monumento.
E’ possibile partecipare alla realizzazione di tale iniziativa con donazioni e contributi finalizzati alla realizzazione del “Monumento al NonCredente”. Essi verranno iscritti in una “lista d’onore” che sarà inserita nel basamento del monumento.
Donazioni e contributi potrano esere inviati alla Fondazione sul ccp, banca, con assegno, o via Pay-pal o carte di credito specificando la causale “Per il monumento al NonCredente”. (Per i dettagli operativi vedere in 2° pagina di copertina alla voce “come abbonarsi” della rivista NONCREDO oppure sul sito della rivista alla voce come abbonarsi.


Eleanor Roosevelt con la Dichiarazione dei Diritti Umani

Apprendimento o condizionamento delle religioni?

Il ruolo delle religioni e dei loro rituali nella formazione degli individui e la loro influenza sulle decisioni. Il concetto velleitario di dogma ed il suo confronto frustrante con l’osservazione della realtà.
Il pensiero ed i valori di una persona sono influenzati dall'educazione ricevuta ed essa dipende direttamente dall'ambiente circostante. La dottrina religiosa di maggior diffusione in un particolare ambiente, viene sempre insegnata ai giovani dando per scontata la sua validità, al pari di qualsiasi altra materia di insegnamento.L'educazione scolastica e l'educazione religiosa, vengono assimilate tramite i meccanismi dell'apprendimento. Non si nasce credenti, ma si viene istruiti ad esserlo.
Per un credente, un dogma ha lo stesso valore che ha un insegnamento basato sull'osservazione della realtà e su successive deduzioni ed induzioni logiche.Al contrario, un non credente nota un evidente distacco fra i dogmi e la conseguente dottrina che si appoggia ad essi, e la realtà tangibile ed esperibile. Il dogma, per definizione, non deve essere dimostrato e non ha bisogno di essere compreso. Un non credente, riterrà sbagliato che dei concetti che non trovano riscontro nella realtà, abbiano la stessa considerazione di altri. Appariranno come delle idee cresciute in aria, slegate dal terreno della realtà, ma sulle quali verrà poi edificato un sistema di pensieri e valori che influenzeranno significativamente il comportamento dell'individuo.
Come Pavlov?
Appare naturale accostare questa situazione al famoso esperimento del cane di Ivan Pavlov. Egli riuscì a condizionare dei cani, causando loro il riflesso della salivazione al suono di una campanella. Il cane non comprende il significato della campanella, ma apprende inconsciamente che in seguito al suono, arriverà il cibo. In modo simile, l'uomo non deve aver bisogno di comprendere un dogma, ma esso viene fatto apprendere influenzandone il comportamento.
Per questa ragione, l'insegnamento in giovanissima età della religione, appare come un condizionamento. Questa idea non è completamente corretta. Il condizionamento semplice si limita a lavorare sui riflessi, non su operazioni motorie più complesse sulle facoltà cognitive superiori e diventa meno adeguato quando si ha a che fare con organismi più complessi e quando si esce dalla situazione controllata del laboratorio.
Ricompense e punizioni.
Un modello migliore, è quello del condizionamento operante, elaborato da Burrhus Skinner.Esso è basato su
- stimoli discriminanti: contesto nel quale si trova il soggetto - risposta da parte del soggetto
- un secondo stimolo, detto rinforzo.
Il soggetto procede per tentativi e, nel momento in cui mette in atto la risposta desiderata dallo sperimentatore, ottiene da esso uno stimolo positivo, cioè qualcosa che provochi piacere. Questo farà aumentare la probabilità che quel comportamento, in seguito allo stesso stimolo discriminante, venga ripetuto.Per far estinguere un comportamento non desiderato, basterà smettere di somministrare il rinforzo positivo. Somministrando uno stimolo negativo, cioè una punizione, la frequenza della risposta diminuirà più rapidamente, ma tenderà a ripresentarsi al cessare delle punizioni.Il modello scoperto da Skinner corrisponde anche, in senso evolutivo, al processo di adattamento degli organismi nell'ambiente.
Come si applica all'insegnamento.
I meccanismi di ricompensa e di punizione si possono osservare normalmente in certi tipi di insegnamento, specialmente nella prima infanzia. Questo sistema di apprendimento viene frequentemente usato per qualsiasi tipo di insegnamento, anche religioso. Gli insegnamenti basati su ricompensa e punizione sono molto più diffusi nelle comunità tradizionaliste, le quali, tendono anche ad avere un forte sentimento religioso.Vivendo in un paese in cui la religione cristiana cattolica è la più diffusa, viene naturale fare paragoni con essa, tuttavia, è facile immaginare che il meccanismo non cambi in altre religioni monoteiste dogmatiche.Al ragazzino viene insegnata la dottrina religiosa e, mediante il metodo dell'apprendimento, vengono associate ricompense (gratifiche, approvazione, doni) e punizioni (umiliazioni, privazioni, castighi) a seconda che il soggetto abbia imparato o meno i comportamenti che, secondo essa, sono virtuosi.
Il peccato come comportamento da estinguere.
Il concetto di peccato, associato alle sensazioni negative legate alle punizioni, influenza enormemente i valori dell'individuo. Le idee che vengono associate al peccato, riguardo alla sessualità, al concetto di vita, all'accettazione dell'altro, del diverso, sono le stesse che le persone religiose esprimono per tutti quei temi etici che spaziano dall'idea di famiglia, di matrimonio, inizio e fine vita, autodeterminazione, omosessualità, libertà di parola (ricordo le reazioni del mondo cattolico alla campagna degli”ateobus” promossa dall'Uaar: è un peccato negare l'esistenza di dio).
I rituali come rinforzo.
In un contesto di rinforzo positivo che gratifichi l'ego, si collocano anche i riti di iniziazione e passaggio.Perché il rito d'iniziazione abbia efficacia, il soggetto deve già avere il desiderio di entrare in quella società e di essere accettato. Il rito infatti rappresenta l'accettazione: l'individuo a sé stante “muore”, per rinascere come parte di qualcosa che viene percepito come più grande. Si sentirà gratificato da questo riconoscimento e proverà riconoscenza e rinnovato legame nei confronti della collettività.Ulteriori rinforzi (ricordiamoci che almeno due di questi riti avvengono quando l'individuo è molto giovane, ma comunque cosciente: prima comunione e cresima), arrivano da amici e parenti tramite regali e feste. La sensazione di piacere viene associata a ciò che è stato appena fatto, aumentando la probabilità che l'individuo voglia rimanere in questo ambiente e continuare a fare ciò che ha fatto fino a quel momento.
Ambiente chiuso.
L'ambiente religioso ha altre caratteristiche che fanno sì che gli individui non desiderino uscirne. È un ambiente chiuso in cui tutti gli appartenenti devono dare per scontato che quello sia l'unico possibile e che non ne esistano altri di altrettanto validi. Dando per scontato questo, diminuisce la possibilità che l'individuo possa anche solo pensare che esista qualcosa di diverso. Egli semplicemente, non si pone nemmeno la questione.
Gli esperimenti di Skinner mostrano più efficacia laddove non vi siano disturbi e stimoli estranei durante il processo di apprendimento. Per questo motivo, le società più chiuse ai contatti esterni, sono quelle con i credenti più fedeli. Nella realtà però, è inevitabile che ogni soggetto venga a contatto con punti di vista differenti e stimoli esterni e contrastanti. All'aumentare di questi, diventano meno efficaci i condizionamenti precedenti, perché gli individui tenderanno ad adattarsi all'ambiente reale attuale, che è diverso da quello nel quale avevano avuto l'indottrinamento iniziale.
Imitazione.
Tramite il meccanismo dell'imitazione, gli individui apprendono i comportamenti osservati negli altri. Più i comportamenti sono reiterati, più essi vengono appresi. Questi meccanismi sono stati studiati per primi dagli psicologi della Gestalt e vengono descritti bene nella teoria sociale cognitiva di Albert Bandura. I rituali religiosi, come ad esempio le messe, il rito della confessione (attraverso il quale il soggetto è spinto a verificare se il proprio comportamento sia consono o meno agli insegnamenti) e le lezioni di catechismo, si collocano in questo ambito.
La teoria sociale cognitiva.
Essa descrive un apprendimento basato sull'osservazione, l'imitazione, ed una auto valutazione della propria efficacia basata sulle discrepanze percepite fra i propri , all'interno di un ambiente dinamico in continua evoluzione.
- Il Sé attuale è la propria rappresentazione degli attributi che si ritiene possediamo.
- Il Sé ideale è la propria rappresentazione degli attributi che si ritiene si vorrebbe idealmente possedere.
- Il Sé normativo è la rappresentazione degli attributi che si ritiene si dovrebbero possedere.
Le discrepanze fra i sé, comportano un coinvolgimento emotivo che potrà o meno modificare gli atteggiamenti dell'individuo. La dottrina e le idee sul peccato, insegnando come si dovrebbe essere e come dovrebbe voler essere, vanno a creare discrepanze fra i vari Sé. L'individuo quindi, può tendere ad arginare queste discrepanze, oppure cadere nello sconforto e nella frustrazione.
Il soggetto che ha appreso cosa dovrebbe essere e desiderare di essere, nel vedersi incapace a mantenere ciò che gli è stato insegnato, cadendo continuamente nel peccato, vivrà in un continuo disagio interiore. La difficoltà aumenterà nel vedere altri mostrare, anch'essi, atteggiamenti non consoni agli insegnamenti. Egli stesso tenderà ad apprenderli tramite osservazione. Potrà convivere in questo cortocircuito mentale provando frustrazione e, nei casi peggiori, sviluppando numerosi complessi e disturbi della personalità, oppure liberarsene in vari modi. Quello più comune consiste nell'ignorare quelle parti della dottrina che hanno un più evidente contrasto con la realtà di tutti i giorni, mantenendo solo una fede verso le parti di essa che si collocano nel soprannaturale e nel metafisico.
Un numero sempre crescente di persone, invece, sceglie di mettere in discussione tutto l'insegnamento religioso che gli è stato dato, aiutati dal contatto sempre più frequente con stimoli esterni e diversi punti di vista. L'indottrinamento, seppur molto radicato, specialmente se fatto durante l'infanzia, perde quindi gradualmente di efficacia. Non sorprende, che l'incredulità, il dubbio e la ricerca della verità al di fuori della religione siano in sempre maggiore aumento.

Stefano Stofella psicologo

Fondazione Religions Free - Borgo Odescalchi 15/b, Civitavecchia (Roma) - Tel. (+39).366.5018912