MA CHE CI FA UN PAPA, PURE STRANIERO, TRA I 600.000 MORTI ITALIANI DI UN SECOLO FA?
di Paolo Bancale

Ovviamente, fra le varie cose giuste che dice, Bergoglio parla contro la guerra, le guerre. Ma allora, tra le tante possibili destinazioni che possano avere una rilevanza per il cattolicesimo che lui rappresenta, che diavolo mai va a fare, lui peraltro sudamericano, al nostro italianissimo Sacrario di Redipuglia dove si trovano sepolti seicentomila soldati italiani morti, non per la pace, ma in quella guerra di irredentismo che fu la 15-’18, morti come soldati che uccidevano ma rimasero uccisi, morti per l’Italia con il fucile convintamente in mano. C’entra questo con le litanie per una pace che tutti ovviamente ci auguriamo?

Molti dei morti di Redipuglia erano volontari interventisti che volevano quella guerra, tanti erano anche non cattolici o noncredenti, quasi tutti partecipi dell’ideale laico risorgimentale e non pacifisti: erano testimoni dell’Italia di Porta Pia che vuole diventare Unita con quell’ultima guerra di Indipendenza, molti anche inneggiano al “pugnal tra i denti e bomba a mano” perché questa è purtroppo la guerra, e fu la Loro guerra. Ed allora quale marchingegno machiavellico porta un gesuita argentino proprio lì, cosa che la maggioranza dell’opinione pubblica non ha capito o non ha apprezzato? E’ come se il presidente mondiale degli atei si recasse per sua scelta ad omaggiare la tomba di s.Pietro nei sotterranei del Vaticano. Avrebbe un senso? No, ma certamente avrebbe molto spazio sulla stampa.

E’ questo che si vuole? Ne ha proprio bisogno? O ormai, visto che viene percepito, e lo è, come simpatico, realista, innovatore e anticonformista, viene per caso già agito con disinvoltura dall’internazionale, potente e subdolo marketing vaticano, come fu già per l’esibito globe-trotter Wojtyla, e specie poi da malato? Se così fosse toccherebbe ripensare alla spirito di pietas che fu riconosciuto a Francesco per l’uscita a Lampedusa, alla terra dei fuochi ed in altri posti “sensibili” per implicita interazione con l’opinione pubblica. Ci auguriamo, per lui e per noi, che non si ripetano altre infelici scelte , arbitrarie o addirittura velleitarie, di luoghi ad alto ritorno pubblicitario come magari potrebbero essere le Fosse Ardeatine o Marzabotto o Cefalonia. Ne bis in idem.

E quale che ne sia il reale motivo, da cittadini di uno Stato ahimé non laico ma almeno non servile, siamo ben lieti che il capo del governo italiano, ancorché cattolico, non si sia, contro ogni previsione, presentato a Redipuglia assieme all’estemporaneo visitante vestito di bianco.

Nell'ultimo numero di NonCredo

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PROLOGO L'ATTUALITA'

editoriale: la religione “in sé” P.Bancale
indice dei nomi citati
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statistiche ragionate A.R.Longo
dialogo con il direttore e libere opinioni
Bellarmino contro De Coubertin P.Bancale

ETICA-LAICITA'

pedofilia e obbligo di denuncia penale V.Pocar
la politica della noncredenza E.Galavotti
come NonCredo ispira facebook
eutanasia neonatale G.Vazzoler
come cambia il mondo ateo R.Carcano
disputationes laiche R.Morelli
testimonianze laiche R.Morelli

RELIGIONI

religioni senza pace V.Salvatore
mistica e razionalità sono la stessa cosa? e la religione? M.Vannini
le idee di un santo sono sempre sante anche se perverse? E.Carone
il dio tappabuchi di Bonhoeffer S.Rostagno
realizzazione di sé e autocoscienza nel Taoismo P.D’Arpini
la teologia della liberazione vissuta da un testimone A.Rizzi
il sincretismo giudeo-ellenistico F.Primiceri
miti delle religioni G.Abrami

L'UOMO E IL SE'

la “peste” di Freud in vista di New York G.Aloi
verità convenzionale e realtà ultima
Satī, il suicidio della vedova sul rogo del marito S.Siberini
il problema nichilista e la natura dell’uomo D.Lodi

PENSIERO SCIENTIFICO

l’inversione sessuale: si sa come si nasce... B.Tadolini
che cosa è la realtà A.Cattania
medicina e miracoli C.La Torre

PENSIERO UMANISTICO

viaggio intorno all’UOMO D.Lerici
Mussolini e la religione D.Lodi
il papato tra comuni borghesi e imperatori tedeschi E.Galavotti

PENSIERO FILOSOFICO

il trionfo della relatività in Protagora L.Berardi
Kant, l’ateismo e l’Europa E.Manuzzi
perchè le società moderne nascono dall’Illuminismo? C.Tamagnone

NonCredo Libri

Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona.
Denis Diderot, Interpretazione della natura §14

Intervista a Carlo Tamagnone storico delle religioni e curatore della collana NonCredo Libri al Salone Internazionale del Libro di Torino 2013

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