MASSONERIA CATTOLICA E AUTONOMIA PRIVATA
di Paolo Bancale

Ftenos teòn era la temuta “invidia degli dèi” che i Greci ritenevano che prima o poi perseguitasse chi era felice per proprie risorse e non per merito o intervento divino. Mutatis mutandis sembra che gli dèi cattolici perseguitino con il loro presenzialismo-interventismo l’Italia quando riesce a respirare a pieni polmoni l’aria salubre della laicità. Il demone di quella invidia celeste già si presentò sulla scena nazionale quando, nonostante moti liberali e anticlericali, il destino decretò che fosse proprio un prete cattolico, in tonaca nera e tonsura, il primo presidente del Consiglio del regno di Sardegna, embrione del futuro regno d’Italia. Poi la storia è nota: dopo quel prete capo del governo vennero i governi di destra, poi quelli di sinistra, poi quelli liberali, quali memori dello spirito risorgimentale e garibaldino di Porta Pia e quali no. Quindi vennero i popolari di un altro prete, Sturzo, e poi il fascismo del Concordato che materializzò come non mai l’invidia degli dèi clericalizzando lo Stato e le istituzioni nazionali.

Ma i cattivi maestri non mancano, e con la Repubblica gli dèi cattolici con ostensorio e pastorale distrussero con il solo articolo 7 della Costituzione ogni speranza di autonomia, di fedeltà all’intellettualità del Risorgimento, di libertà ideologica rappresentando così la feroce nemesi dello spodestato Pio IX. E da allora, a cascata, i nuovi crociati dello scudo crociato clericalizzarono, bigottizzarono e cappellanizzarono il Paese: popolo, stampa, radio-tv, linguaggio, costume, banche, finanza, sindacati, forze armate: fu la gloria degli altari. Il cattolico non si smentisce e non tradisce la sua fazione poiché è fazioso con il placet degli dèi, così come, dèi a parte, un tempo nella mittel-Europa si diceva dell’ebreo. Il cattolicesimo è sempre stato una provvida e omertosa massoneria, quando non localmente mafia, che non dimentica mai gli “amici” e i “protettori”. Ricordiamoci di quando Ruini minacciò il ricatto di reprimende canoniche per i politici cattolici ai tempi di un funesto referendum, e i politici si genuflessero a cominciare dai potentissimi Andreotti e Cossiga. Perché? Perché il cattolico è sempre un obbedientissimo membro di un branco. E l’Italia? Ma c’è Gesù e il Vaticano, sufficit.

Una brutta e anche bella storia la trascrivo dalla cronaca. Quando si votò per il successore di Napolitano al Quirinale Marini telefona a Renzi per chiedere il suo appoggio elettorale. E qui Renzi racconta testualmente: ”Ma vi rendete conto? Mi ha chiamato per dirmi di aiutarlo perché lui è cattolico. Che vuol dire? Anche io sono cattolico, ma per me è un valore prezioso quanto privato”. Quel “sono cattolico” mi ricorda “amico mio è” del Padrino, mentre ho grande stima del commento di Renzi che vede la religione come un fatto soggettivamente importante ma strettamente privato, come la pensava Hegel. Ed anche noi.

Nell'ultimo numero di NonCredo

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PROLOGO L'ATTUALITA'

editoriale: perchè l’Illuminismo è più religioso della religione P.Bancale
indice dei nomi citati
libri consigliati
statistiche ragionate A.R.Longo
dialogo con il direttore e libere opinioni
encyclopèdie A.R.Longo
divario insuperabile tra religioni e ideali politici P.Bancale

ETICA-LAICITA'

massoneria cattolica e autonomia privata P.Bancale
l’esposizione abusiva del crocifisso nei luoghi pubblici S.Rostagno
elogio del suicidio assistito come segno di civiltà C.Tamagnone
l’Italia come Stato confessionale A.Donati
a peste, fame, bello libera nos... V.Pocar
disputationes laiche R.Morelli
come riconoscere gli intolleranti R.Carcano

RELIGIONI

è possibile una storiografia laica dell’evento-Gesù? E.Manuzzi
Vedanta: l’anima di un’India profonda senza dio S.Arpino
religioni senza pace V.Salvatore
depenalizzare il suicidio assistito C.Troilo
c’è ateo e ateo: tu che ateo sei? C.Tamagnone
la riforma protestante vista dal prussiano Hegel L.Berardi
può una società essere armonica e civile senza essere religiosa? A.Rizzi
il messaggio del Buddha nel contesto del buddhismo P.D’Arpini
la condanna pontificia dell’apostolo Paolo E.Galarico

L'UOMO E IL SE'

riflessioni in margine ai rituali del lutto L.Bindi
il «solido nulla» di Leopardi P.Basile
il sé nella relazione con l’altro G.Aloi
la morale dell’Homo sapiens B.Tadolini
natura spirituale della sessualità R.Tirabosco

PENSIERO UMANISTICO

l’Umanesimo neoplatonico anticipatore di idee laiciste E.Galavotti
il comportamento etico è solo quello scelto, volontario e cosciente V.Pocar
com’è umana l’arte religiosa A.R.Longo
la religione cattolica nel pensiero filosofico italiano di Croce e Gentile D.Lodi
l’eccidio di Cesena E.Manuzzi

PENSIERO SCIENTIFICO

ma che vuole intendersi per “infinito”? L.Maltecca
il dovere di morire C.La Torre
misticismo nel Newton meccanicista E.Rozzi

PENSIERO FILOSOFICO

Nagarjiuna: il più grande filosofo dell’India e del buddhismo P.D’Arpini
alla scoperta di tale Pomponazzi A.Carone
l’ateismo del “cogito” cartesiano E.Galavotti
la fine storica dell’Illuminismo C.Tamagnone

NonCredo Libri

Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona.
Denis Diderot, Interpretazione della natura §14

Intervista a Carlo Tamagnone storico delle religioni e curatore della collana NonCredo Libri al Salone Internazionale del Libro di Torino 2013

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