BANDO DI CONCORSO PER IL CONFERIMENTO DI 5 BORSE DI STUDIO AGLI STUDENTI DEL QUINTO ANNO DELLA SCUOLA MEDIA SUPERIORE

La Fondazione RF Bancale, Fondazione no-profit, operante sul territorio di Civitavecchia dal 2009, nell’ottica di riconoscere e valorizzare gli studenti maggiormente meritevoli, vuole sostenere la loro formazione scolastica e motivare il proseguimento agli studi; dunque indice un bando per l’assegnazione di 5 borse di studio, una per ogni Istituto di scuola media superiore, presente nel territorio di Civitavecchia, del valore di 250.00 €

Per partecipare al Bando, gli interessati dovranno stilare un tema seguendo la seguente traccia:
"La laicita' dello Stato e delle Istituzioni: valore per il cittadino".

clicca qui per scaricare il bando di concorso


se ne parla sul web

La Fondazione Bancale premia gli studenti più meritevoli

Cinque borse di studio dalla Fondazione Bancale per altrettanti studenti civitavecchiesi

Borse di studio per gli studenti: scende in campo la Fondazione Bancale

L'incontro-dibattito del 27 febbraio 2016 che si è svolto nella Sala Spazio Cultura & Incontri della Fondazione RF Bancale

Mediterraneo: terra di migranti

sono intervenuti: l'On. Marietta Tidei PD, il Sindaco di Tolfa Luigi Landi, Mario Michele Pascale Ass. Spartaco, Roberto Sanzolini Arci, introduzione del Presidente della Fondazione Paolo Bancale

DELIRIUM CREDENS

L’Italia cattolica riscopre il suo paganesimo idolatra e mercificante in occasione della trasferta a Roma della mummia del frate francescano Pio da Pietrelcina. Al corteo di auto trasportante la salma, per la sua esposizione a Roma come curiosità del giubileo papale, sono stati riservati i privilegi del trattamento spettante in Italia ai capi di Stato più importanti(!) quali il divieto di sorvolo di aerei e elicotteri e di mille(!) tra polizia e carabinieri, oltre a “reparti speciali” e tiratori scelti! (si vede che ministro di polizia è il chierico Alfano!), mentre turbe di esaltati correvano lungo il percorso per la “toccata magica”, tribale, woo-doo e apotropaica, dell’auto, ovviamente blindatissima, che trasportava il cadavere (c’è chi dice un manichino di silicone) svuotato e imbalsamato. E poi si parla dell’Uomo che è arrivato sulla Luna, di quasar, di buchi neri, di dna o trapianto contemporaneo di cuore-polmoni-fegato, e tanto altro progresso della scienza e quindi della ragione umana! Ma questo purtroppo è il prodotto del dogmatismo dottrinario e catechistico cattolico dopo duemila anni di corruzione e oscuramento dei cervelli e reificazione dello spirito. Siamo nell’“ecce homo” di Pilato e Nietzsche o, se si preferisce, in sanscrito, nell’induismo e nel buddhismo del “tat tvam asi”, cioè “tu sei questo”. E proprio “questo” è ancòra l’Italia cattolica del 2016 e.v.!
(pb)

LI IMMAGINATE DEI PRETI CATTOLICI ITALIANI CHE CANTANO L'INNO DI MAMELI COSI' COME I FRANCESI HANNO CANTATO LA MARSIGLIESE?
di Paolo Bancale

Uno spettacolo esaltante, da brivido, che sa di Patria, Nazione e Storia condivisa, ci è stato offerto dal Paese storico dei citoyens, la Francia, laica, ex-rivoluzionaria e repubblicana, quando, due giorni dopo l’eccidio di novembre a Parigi, tutto un Parlamento, Assemblea Nazionale, Senato, Governo e astanti, tutti, mille persone, rigorosamente in piedi, hanno cantato con fierezza e spavalderia di identità l’inno che li accomuna, nato nella Francia borghese, anticlericale, antifeudale e antimonarchica, la Marsigliese, il più bell’inno rivoluzionario che io conosca.
Una goccia almeno di sangue rivoluzionario giova alla storia ed al presente di un popolo, gli dà visione, coraggio e dignità, lega passato a futuro, fa Nazione, quella che sa cantare “marchons!” e di fatti marcia. Non è l’Italia, ahimè, che cantava sciattamente “Giovinezza” e poi con i Concordati ha consumato scabrosamente l’incesto tra Inno Nazionale e Te Deum. L’ode all’Italia di Petrarca, Leopardi e anche D’Annunzio sono voci di vati nel deserto: manca la Storia, manca il fremito, manca l’Unità della tradizione.

Si deve meritoriamente a Ciampi la spinta a tentare di identificarsi nell’inno di Mameli che italicamente egli esortava a cantare, ma non si è andati purtroppo molto oltre la squadra nazionale di calcio. Perché? Che cosa ci manca? Secondo me manca l’orgoglio consapevole del nostro Risorgimento, lacerato tra battaglie vinte e perse, patrioti martiri e la ostile controspinta cattolica congiurata in ogni parrocchia, pieve o basilica, l’utopia visionaria di Gioberti e la falsa ma pregnante cultura del crocifisso e del confessionale.

Se ipotizziamo assise di gruppi socialmente omogenei di Italiani non ci è difficile poter immaginare mille magistrati che cantano in piedi l’Inno nazionale, né mille militari, né postelegrafonici, o insegnanti, studenti, medici, ferrovieri, operai, o, voglio forzare, neppure prostitute italiane riunite in congresso. Ma, ecco la tragica vera Caporetto del nostro sentimento nazionale: chi saprebbe immaginare mille preti cattolici di nazionalità italiana che impettiti e compresi cantano l’Inno di Mameli??? Che si riconoscono in un tri-colore anzicchè in un tri-regno? Capaci magari di marciare su Fiume invece che su Lourdes?
Impossibile! Appartengono ad un altro regno, ad un’altra bandiera, ad un altro re cui debbono e vogliono obbedire, remano e remeranno sempre contro il senso dello Stato e delle sue Leggi: noi respiriamo Redipuglia e loro Incenso, noi giuriamo alla Patria e loro al Diritto Canonico, noi parliamo di cittadini eguali davanti alla legge e loro di privilegi per sé ed i loro correligionari. Noi che crediamo nella laicità accettiamo che loro siano liberi di professare il loro missionarismo settario nel nostro Paese, però se, come oggi avviene, vengono anche inseriti nelle maglie ufficiali e istituzionali dello Stato, allora, da laici, li consideriamo degli abusivi, degli infiltrati nell’ Ordinamento Italiano per conto di una credenza religiosa estera e dei parassiti.
Allons enfants de la Patrie! sia il nostro rataplan.

Nell'ultimo numero di NonCredo

l'ultimo numero di NonCredo

PROLOGO L'ATTUALITA'

li immaginate dei preti cattolici italiani che cantano l’Inno di Mameli così come i francesi hanno cantato la Marsigliese? P.Bancale
religioni senza pace V.Salvatore
elogio della laicità V.Salvatore
dialogo con il direttore
libere opinioni
che l’iniziativa del presepe rimanga amatoriale
se Parigi vale bene una messa...
libri ricevuti
ruberie in nomine patris
quel “gran rifiuto” P.Bancale

ETICA-LAICITA'

SOS Eutanasia.it: disobbediamo a una legge ingiusta M.Cappato
dalla parte sbagliata della storia M.G.Toniollo
Roma contrabbandata per la capitale della “cristianità” nel suo complesso e non, invece, del solo cattolicesimo P.Bancale
Roma capitale di tutta la “cristianità”? D.Lodi
disputationes laiche R.Morelli
annullate in Italia le trascrizioni di nozze gay all’estero V. Pocar
la vera sfida siamo noi R.Carcano
NonCredoErgoSum
quando il dispotismo illuminato tentò la sua politica antireligiosa e laica E.Manuzzi

RELIGIONI

panegirico sulle religioni L.Berardi
la filosofia ellenistica e la nascita del cristianesimo E.Galavotti
l’impiego dei castrati nel canto nella Roma dei papi F.Fulvi
sette secoli di sconosciute sanguinose crociate cattoliche nel lontano baltico A.Carone
in che senso l’uomo primitivo era religioso? E.Galavotti
la religione di Mosè D.Lodi

L'UOMO E IL SE'

“ma come posso dirlo?”, silenzi sull’omosessualità G.Aloi
senza laicità non si scongigge l’AIDS S.Marra

PENSIERO UMANISTICO

Adolf Hitler e le religioni L.Ellena
Francesco Bacone, la normalità dell’eccesso C.La Torre
Francis Bacon: l’ossessione del vivere G.Serafini
i calendari umani: tempo ciclico e tempo lineare P.D’Arpini

PENSIERO SCIENTIFICO

il pensiero ateo nella storia A.Cattania
centri di ricerca scientifica e centri religiosi di indottrinamento F.Blasco

PENSIERO FILOSOFICO

il pensiero debole di gadamer E.Galarico
matematica e metafisica V C.Tamagnone

le Nostre Iniziative

   

realizzazioni rese possibili anche dalle molte offerte, donazioni, contributi e lasciti ricevuti per il perseguimento degli scopi culturali e umanitari delle Fondazione Bancale: un "grazie" a tutti i donatori

NonCredo Libri

Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona.
Denis Diderot, Interpretazione della natura §14

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